Una nuova urbanità per Calderara

Anno: 2013
Progetto: Una nuova urbanità per Calderara,
Calderara - Paderno Dugnano (MI)
Progettisti: arch. Andrea De Matteis, Atelier delle Verdure
Incarico: Concorso indetto da Fondazione Politecnico e MHS Riboldi

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INTRO
Il progetto propone una nuova urbanità rurale nell’area ex-Breter.
Viene proposto un nuovo modello insediativo di case basse, dense e minute aggregate a isole che gravitano attorno ad uno spazio aperto pubblico completamente permeabile e orientato alla produzione agricola. Oggetto di interesse è un nuovo equilibrio tra urbanità e ruralità, una nuova ecologia urbana.

FOCUS
Il sito dell’ex-Breter è una sorta di grande enclave, spazio bianco rimasto distaccato dall’urbanizzazione che gli è cresciuta attorno, da quel tessuto di case basse e dense, caratteristiche di una certa periferia. La ricerca di una nuova urbanità attraverso l’applicazione di modelli di urbanità esogeni, ovvero di modelli capaci di fornire urbanità in contesti diversi e rispondendo a condizioni diverse, è, a nostro avviso, una forzatura.
Il sito di progetto chiama in primo luogo a confrontarsi con la legacy di quello che gli sta attorno. La molteplicità dei piccoli blocchi, la loro compattezza, ma anche la loro eterogeneità che nella molteplicità sfocia in una sorta di continuità di paesaggio, offre l’occasione perché la loro tipica domesticità si rigeneri realizzando una forma nuova di urbanità.

REPORT
Il sito è organizzato in due ambiti principali:
- le isole costruite
- il suolo pubblico

Le isole costruite
Gli edifici residenziali sono raccolti a gruppi di tre su piattaforme emergenti dal suolo di circa 50 cm. Esse sono scatole in calcestruzzo immerse nel terreno che accolgono nel sottosuolo i parcheggi pertinenziali degli alloggi e sono rivestite in superficie con doghe di legno per lo spazio collettivo degli abitanti. Lungo i bordi delle piattaforme si trovano le rampe di risalita; in quelle residenziali poi sono accolti anche orti di vicinato a disposizione degli abitanti ed alcune aree lastricate in pietra per i servizi insediati. Gli edifici residenziali che poggiano sulle piattaforme hanno dimensioni diverse. I blocchi più piccoli sono rivolti verso lo spazio pubblico e sono alti 2 piani: a piano terra accolgono i servizi di quartiere e tipologie abitative speciali, dei duplex con spazi di lavoro a quota terrena per sfruttare l’affaccio allo spazio pubblico. I due blocchi restanti, di dimensioni maggiori ed altezza di 3 e 4 piani, sono legati da un sistema di risalita comune e sul margine verso lo spazio pubblico al piede degli edifici più minuti si trovano i servizi di quartiere aperti alla città: una lavanderia comune, un micro-nido, una cucina collettiva, un mercato di quartiere, un piccolo negozio di prodotti alimentari bio, uno spazio biblioteca, sala lettura e internet.
In un vano a piano terra nei 2 blocchi più grossi di ogni isola, è accolto un servizio di vicinato, una stanza collettiva aperta a diversi usi e messa a disposizione degli abitanti di quell’unità aggregativa. Potranno essere dedicate ad esempio ad attività fisica, hobbistica e fai da te, incontri e discussioni, proiezioni e conferenze, studio, giochi.
Sempre al piano terra delle abitazioni si trovano alloggi speciali con spazi di lavoro adiacenti. Studi professionali, laboratori e servizi privati che possono essere svolti i proprio affacciano direttamente sulla piattaforma collettiva aprendosi verso la città. Questi spazi offrono un certo livello di flessibilità: sono spazi dell’abitazione con potenzialità speciali, a fronte del modificarsi delle necessità potranno agevolmente essere ricondotti a semplici vani dell’alloggio.

Il suolo pubblico
Un ampio e continuo suolo pubblico filtrante della dimensione di 7.320 mq costituisce la maggior parte dell’area di progetto. Al suo interno sono ricavate le isole costruite dove sono raccolti gli edifici. Sul suolo pubblico sono individuati dei percorsi in calcestre che servono sia per la fruizione pubblica pedonale che per i mezzi d’emergenza o servizio. La restante parte del suolo è destinata alla coltivazione. A fianco degli appezzamenti di terreno è ricavato un canale di irrigazione che prende acqua dalla falda a nord e la reimmette in falda a sud. In corrispondenza delle immissioni è stato ricavato in piccolo bacino d’acqua. Per superare il canale poi, dove necessario, sono stati predisposti piccoli ponti in legno. Tra gli appezzamenti individuati dai percorsi se ne trovano alcuni non destinati alla coltivazione: trattati a prato libero per pic-nic e psicomotricità per i bambini; piantumati con vegetazione che riporta all’idea di ruralità diffusa; destinati al gioco dei bambini con un apposito suolo antitrauma.

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