18 Km
18 km dividono Gibellina vecchia, borgo nella valle del Belice distrutto dal terremoto del gennaio 1968, da Gibellina nuova, pensata progettata e costruita in un ventennio (‘70-‘80) e mai portata a termine. Sono 18 km che raccontano due modi differenti di ricordare il terremoto, di conservarne la memoria. 185 persone morirono in quella tragedia. I loro corpi, nel cimitero a lato del borgo distrutto, assieme ai loro parenti ancora vivi, vivono nel silenzio di una delle più importanti opere di Land Art sul territorio italiano: nel 1984 Alberto Burri realizza il cretto, colando sull’area dove sorgeva il borgo in rovina una colata di cemento e gesso a coprire il costruito, lenzuolo bianco a conservare la memoria e gridare il silenzio. Oggi ne si percorrono i vuoti, le vie dell’antico borgo lasciate come fenditure nella calce, testimoni della vita che lì dentro scorreva. Il silenzio è tutto ciò che è sopravvissuto, attutendo le voci e il tragico ricordo.

18 km più a valle Gibellina nuova è invece una sperimentazione artistico architettonica destinata ad essere ricordata come esempio “didattico” di urbanistica non pianificata. Il tentativo fu quello di chiamare alcune delle maestranze più rilevanti del panorama italiano per costruire una sorta di città museo il cui scopo doveva essere, nelle intenzioni dell’intervento, di alleviare l’animo della gente. Accardi, Consagra, Cascella, Palladino, Fontana, Samonà, Purini sono alcune delle figure coinvolte nel processo. Ma il risultato è opposto al delicato intervento di Burri poco distante: il nuovo “sistema delle piazze”, il “giardino segreto” sono nomi che già di per sé rimandano più a legende di tavole architettoniche che ad interventi reali.
Strutture dimenticate, chiese terminate e mai inaugurate, architetture fuori scala e piazze sovradimensionate, complessi fatiscenti fanno da sfondo ad un abitato ormai disabitato, dove l’irrealtà diventa reale nella piazza antistante la chiesa principale: allo scoccare di ogni ora, un altoparlante diffonde le voci della gente intonare detti e canti popolari, proprio le voci dei parenti di chi ora vive qui ma vuole andarsene.
18 km, due modi per ricordare.
Meglio il silenzio della memoria o le grida isolate dell’abbandono?

Marco Sessa
[15 agosto 2007]

Scheda
Gibellina Nuova e vecchia (TP)
1968

Links
- Gibellina vecchia - Gibellina nuova (wiki)